Novembre 2025

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Qualche suggerimento

I proprietari di cani possiamo definirsi davvero fortunati. Prima di tutto l’amore incondizionato, senza riserve, disinteressato che il loro amico non risparmia. Oddio, se ci scappa un biscottino, quello è sempre gradito ma non indispensabile.  Oltre all’affetto e alla fedeltà, la convivenza con un cane apporta un valido aiuto allo stato psico-fisico, costituisce un supporto emotivo, riduce lo stress e l’ansia, sviluppa il senso di responsabilità e favorisce la socializzazione. Eventuali problemi possono subentrare quando si verificano discussioni tra proprietari. Le cause sono le più svariate e scaturiscono spesso da noncuranza, superficialità, eccessiva sicurezza di se. Tra quelle più ricorrenti abbiamo: cani condotti senza guinzaglio. A parer mio, anche in zone poco trafficate, questa usanza è da evitare: un cane libero è sottoposto a maggiori pericoli per quanto ubbidiente possa essere. Un rumore che lo spaventa, un odore che lo attrae e lo allontana, una macchina che spunta all’improvviso, l’imprevedibile insomma potrebbe portare a un epilogo tragico; lasciare a terra le feci del nostro amico. Questo è un atto di forte maleducazione e come tale va fatto notare; avvicinare il proprio amico ad un altro cane che si incontra per strada per favorire la loro socializzazione. Non sempre chi si incontra è ben disposto a farsi annusare. Sarebbe come per gli umani abbracciarsi ogni qualvolta si incrocino per strada, indipendentemente dal fatto che si conoscano o meno; un tipo di linguaggio decisamente fuori luogo. Frasi come: “Stia tranquilla: il mio cane è assicurato!” trovo sia demenziale. Presuppone infatti la possibilità di essere aggrediti e per questo il proprietario ha pensato bene di cautelarsi assicurando il proprio cane contro danni a terzi. Già, però io non voglio un risarcimento ma vorrei tornare a casa con il mio cane integro, possibilmente. Quindi, vediamo di tenere cani aggressivi a debita distanza dagli altri, ovviamente con guinzaglio; lasciar abbaiare il cane per ore e ore. E’ vero, in determinate periodi della giornata questo è consentito ma indubbiamente molto fastidioso per chi deve sopportare; l’utilizzo scorretto di guinzagli allungabili. Senza freno equivalgono a tenere il cane libero. O forse anche peggio perché troppe volte si è assistito a scene di cani che attraversavano la strada trafficata e i proprietari incapaci di recuperarli. E chissà a quante altre situazioni del genere abbiamo assistito! Tante discussioni si risolverebbero o meglio, si potrebbero evitare con un solo semplice atteggiamento. Quello di rispetto per gli altri, siano essi proprietari o meno di un cane.

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Negozio o allevamento?

Nulla contro i negozi di articoli per animali, ci mancherebbe! Queste attività un servizio utilissimo a chi possiede animali da compagnia. I loro consigli spesso preziosi, la condivisione di esperienze, l’illustrare le novità che il mercato propone, si rivelano essenziali per coloro che possiedono con animali d’affezione. La c.d. pet economy è in continua crescita a differenza di tanti altri settori merceologici che subiscono costanti oscillazioni o addirittura crisi prolungate. Il motivo lo conosciamo bene: piuttosto che privare il nostro amico a quattro zampe di un qualcosa, utile o futile che sia, rinunciamo noi. Mangimi secchi, umidi, giochi classici, giochi che stimolano l’intelligenza, cucce, guinzagli, trasportini e chi più ne ha più ne metta. Insomma, agli operatori del settore non manca certamente la merce da proporre alla propria clientela già affezionata o da acquisire. Veniamo al punto: la vendita di cuccioli nei negozi, un qualcosa che non approvo per svariati motivi. Ritengo che ognuno debba rimanere nel proprio ruolo per offrire un servizio ottimale. Un commerciante che vende animali si “approvvigiona” (passatemi il termine ma questo è) da allevatori sconosciuti, nella maggior parte dei casi che “sfornano” valanghe di cuccioli senza alcun controllo né da parte di E.N.C.I (l’ente che si occupa della tutela delle razze canine https://www.enci.it ) né da parte degli enti sanitari competenti. Per “strappare” un prezzo migliore la provenienza spesso è estera rendendo ancora più difficile valutare aspetti genetici e morfologici del cucciolo. Per non parlare poi del pedigree che, anche se fosse presente, difficilmente si potrebbe attribuire a quel determinato esemplare. Penso anche ai grattacapi che il commerciante si accolla quando nel suo negozio vende un animale che, una volta portato a casa, inizia a sviluppare patologie rendendo il cliente inevitabilmente insoddisfatto. Si potrebbe sintetizzare tutto questo prediligendo un “acquisto a km zero” ossia da un allevatore che magari viene consigliato o che ci ispira fiducia. Vi è così la possibilità di iniziare un rapporto di collaborazione, senza intermediari e lasciare nulla al caso, affidandosi alla competenza, all’esperienza e alla conoscenza di colui che come nessuno conosce quel determinato cucciolo. E questo non è poco, anzi è tutto! Perché quando ci si trova ad avere qualche dubbio o peggio, notare sintomi allarmanti, confrontarsi con l’allevatore accorcia senza dubbio il percorso per arrivare all’obiettivo. Teniamo distinte quindi le due figure: i commercianti da un lato, essenziali a proporre i giusti prodotti per far vivere i nostri amici sani e felici e gli allevatori da un altro, con il loro ruolo per nulla semplice di accoppiare con buon senso e responsabilità, valutando le migliori linee di sangue disponibili. Per approfondire l’argomento potrebbe interessare L’importanza del Pedigree

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